Gianguido Gilioli

Fotografia

Invisibile

 

La società ci dice dove posizionarci, cosa obbligatoriamente fare,  cosa dobbiamo dire… La società ci imprigiona nella sua ragnatela bloccandoci. Noi rinchiusi da questo bozzolo ci abituiamo alla condizione passiva, lasciando le scelte alla conformità. Così tutti mangiano, vestono, ascoltano, leggono, guardano quello che la comunità decide sia giusto per noi. Questa cupola che ci sovrasta racchiude le scelte che hanno fatto. Oltre al muro esiste solo il disagio. L’invisibile che è al di fuori di questa bariera non capisce, non possiede la chiave per accedere alla bellezza, vive delle inezie che i giusti lasciano. Ma è proprio così?

Notte del primo gennaio 2016 la nebbia ricopre l’urbanizzazione padana. Lentamente fendo la coltre salendo i ripidi tornanti, oltre al colle la visione si apre  e mostra il cielo coperto di astri. Mi fermo sulla vallata, l’aria pungente della notte si insinua tra le dita, il silenzio avvolge tutto il paesaggio. Sotto il mare vibra di vita, gli echi dei botti arrivano lontani, le luci provano a fendere la trama ma restano imprigionati nella foschia. Ma IO sono, solitario e distante. Non possono raggiungermi! Guardo incantato lo spettacolo e penso che infondo non è così brutto essere invisibile.

 

Soundtrack: Alieno – Fabri Fibra

 

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Invisibile

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